Fare Assieme

Un laboratorio di partecipazione e collaborazione civica attorno alla trasformazione di Piazza Bengasi.

Piazza Bengasi sta cambiando. La sfida è fare in modo che la trasformazione degli spazi diventi anche un’occasione per costruire relazioni, possibilità e decisioni condivise.

Nato nel 2025, il Laboratorio Fare Assieme mette in dialogo abitanti, associazioni, scuole, servizi pubblici, attività economiche e istituzioni. Non propone una soluzione già pronta: crea le condizioni per riconoscere i bisogni e le risorse del territorio, scegliere alcuni problemi su cui lavorare e sperimentare iniziative concrete.

Cartina animata di Piazza Bengasi: l'alone si espande, compare il confine amministrativo e appaiono i nomi Torino e Moncalieri
Cartografia rielaborata da dati © OpenStreetMap contributors (ODbL 1.0), estratti il 20 ottobre 2026.

01 · La domanda

Una piazza per la comunità, una comunità per la piazza

Una soglia urbana

Piazza Bengasi si trova a Torino, sul confine con Borgo San Pietro, a Moncalieri. Persone, servizi e attività collegano ogni giorno i due territori.

Tavola grafica su Piazza Bengasi, i confini e le relazioni tra i territori
Rendicontazione visuale di Sara Serravalle

La metropolitana ha cambiato il ruolo di Piazza Bengasi nel sistema della mobilità. Il trasferimento dello storico mercato e la lunga stagione dei cantieri hanno modificato gli usi dello spazio e, per molte persone, il modo di percepirlo. La riqualificazione apre ora una fase nuova: il ritorno del mercato, la sistemazione della piazza e il possibile futuro di alcuni edifici offrono occasioni importanti. Ma la qualità di un luogo non dipende soltanto dalle opere realizzate.

Che cosa accadrà quando i lavori saranno conclusi? Chi frequenterà la piazza nelle diverse ore della giornata? Quali attività la renderanno accessibile e viva? La domanda riguarda lo spazio pubblico, ma anche la salute, l’educazione, il commercio, la sicurezza, la cultura e la possibilità degli abitanti di incidere sulle scelte che li riguardano.

Piazza Bengasi si trova sul confine tra Torino e Borgo San Pietro, a Moncalieri. Per chi abita, lavora, studia o si sposta nell’area, quel confine è spesso poco visibile: servizi, negozi, amicizie e reti di prossimità attraversano ogni giorno i due Comuni. Le competenze amministrative restano distinte, mentre molti problemi si manifestano alla scala del territorio vissuto. Per questo il Laboratorio considera la dimensione intercomunale una caratteristica del proprio lavoro, non un dettaglio da risolvere in seguito.

Il territorio non è una pagina bianca, né un luogo definibile soltanto attraverso le sue fragilità. La scuola primaria Re Umberto I, il mercato, le attività commerciali, i servizi pubblici, le associazioni, i luoghi di culto e le iniziative di solidarietà costituiscono già una trama di risorse. Accanto alle difficoltà economiche e sociali, all’isolamento e alle percezioni di insicurezza, esistono conoscenze, competenze e capacità di iniziativa che spesso non si incontrano.

Accompagnare la trasformazione della piazza significa mettere in relazione ciò che cambia nello spazio con ciò che può crescere tra le persone.

Il Laboratorio parte da questa doppia lettura. Non nega i problemi e non affida tutto a un progetto esterno: cerca di capire come le risorse presenti possano collaborare e come gli interventi pubblici possano dialogare con la vita quotidiana del territorio.

02 · L’orientamento

Partecipare significa anche costruire

Uno spazio di lavoro comune

Fare Assieme mette in relazione persone, organizzazioni e istituzioni per individuare insieme le priorità, costruire proposte e verificarle attraverso iniziative concrete.

Tavola grafica sulla cura dei beni comuni e i patti di collaborazione
Rendicontazione visuale di Sara Serravalle

Il Laboratorio nasce dalla convinzione che la rigenerazione urbana non possa esaurirsi nella riqualificazione fisica. Una piazza può essere rinnovata e restare difficile da abitare, se mancano occasioni d’incontro, servizi accessibili, attività continuative e la possibilità di contribuire al suo futuro. Il lavoro sugli spazi deve quindi accompagnarsi a un lavoro sulle relazioni.

Partecipare, in questa prospettiva, non significa soltanto essere consultati su decisioni già assunte. Significa individuare insieme i problemi, riconoscere le risorse, immaginare soluzioni, assumere responsabilità proporzionate e verificare i risultati. Le proposte non sono definite una volta per tutte: prendono forma attraverso il confronto tra persone e soggetti che conoscono la piazza da posizioni diverse.

Il Laboratorio prova a collegare cittadini, organizzazioni sociali, scuole, servizi, attività economiche e istituzioni senza cancellarne le differenze. Ognuno porta conoscenze e possibilità di azione proprie. Costruire una collaborazione non vuol dire chiedere a tutti di fare la stessa cosa, ma capire quali obiettivi possano essere condivisi e quali responsabilità spettino a ciascuno.

In questo quadro interessa la sperimentazione dei servizi pubblici collaborativi: forme di produzione di valore pubblico nelle quali competenze professionali, responsabilità delle istituzioni e iniziativa civica possono incontrarsi. Non si tratta di sostituire l’azione delle amministrazioni con il volontariato o con risorse private. Si tratta di esplorare come le conoscenze e le energie del territorio possano contribuire a rendere più efficaci e accessibili le politiche e i servizi.

Un ruolo importante appartiene ai corpi intermedi: associazioni, gruppi informali, comunità locali e altre forme di aggregazione che mettono in relazione le persone e rendono possibile l’azione collettiva. Anche dove queste realtà sono numerose, non sempre hanno luoghi per confrontarsi e collaborare. Fare Assieme vuole contribuire a rafforzare i collegamenti esistenti e a creare spazio per chi oggi non appartiene a nessuna organizzazione.

Un percorso aperto, non una rappresentanza già costituita. La prima Cabina di regia accompagna il Laboratorio, prepara gli incontri e cura le relazioni. Non pretende di parlare a nome degli abitanti o delle organizzazioni del territorio; il suo compito è facilitare l’allargamento della partecipazione.

La qualità del percorso dipende anche da come si partecipa. Luoghi, orari, linguaggi e modalità degli incontri possono facilitare o escludere. Per questo il confronto pubblico deve legarsi a iniziative concrete e visibili, evitando di diventare una successione di riunioni riservate ai soggetti già attivi.

03 · Il percorso

Dalle prime domande a una rete di lavoro

L’avvio

Il Laboratorio nasce nel 2025. Nel 2026 il lavoro si orienta verso alcune possibili sperimentazioni e verso un confronto più operativo con le istituzioni.

Tavola grafica sull'avvio di Fare Assieme e le opportunità per la comunità
Rendicontazione visuale di Sara Serravalle

Fare Assieme prende avvio il 2 luglio 2025 con un incontro pubblico alla scuola primaria Re Umberto I. I promotori iniziali sono la Scuola di Quartiere Borgo San Pietro – Casa Dravelli, nell’ambito delle attività della Fondazione Dravelli ETS e del Circolo ARCI Mario Dravelli APS, insieme ad ARCI Torino APS, UISP Torino APS e La Bottega del Possibile ETS. L’iniziativa nasce dall’incontro tra esperienze diverse accomunate dall’interesse per la partecipazione, la rigenerazione urbana, la salute e lo sviluppo delle comunità locali.

Il primo incontro apre un dialogo con le amministrazioni comunali di Torino e Moncalieri e con le Circoscrizioni torinesi interessate. Gli interventi di Ezio Manzini, Pier Luigi Sacco e Daniela Ciaffi collocano il lavoro su Piazza Bengasi in una riflessione più ampia: servizi pubblici collaborativi, rapporto tra cultura e salute, amministrazione condivisa dei beni comuni. La discussione non produce un programma già chiuso; rende più chiaro che trasformazione urbana, vita sociale ed economia di prossimità devono essere considerate insieme.

Il 16 dicembre 2025, a Casa Dravelli, l’incontro Il Cantiere Civico: una piazza per la comunità, una comunità per la piazza segna un passaggio ulteriore. Le conoscenze territoriali disponibili vengono messe accanto alle esperienze dei partecipanti. Tre gruppi di lavoro affrontano le relazioni tra scuola e mercato, il benessere di comunità e le condizioni necessarie per una partecipazione duratura. Ne emerge l’immagine di una piazza come sistema di luoghi interdipendenti: scuola, commercio, servizi, spazi associativi e luoghi di culto possono avere un ruolo maggiore se sono più connessi.

Nel 2026 il Laboratorio avvia un confronto con Michela Favaro, Vicesindaca della Città di Torino, sul coordinamento con l’Amministrazione, sulle possibilità relative all’ex Dazio e sul ruolo della partecipazione civica. Sono inoltre in corso interlocuzioni con organizzazioni territoriali, servizi pubblici, università e comunità religiose. Questi contatti non costituiscono ancora un programma operativo complessivo: sono le condizioni da cui possono nascere iniziative definite insieme.

Una prima Cabina di regia riunisce Casa Dravelli, ARCI Torino, UISP Torino, La Bottega del Possibile e RiD – Rimediare in Dialogo. Cura la preparazione degli incontri, la sistematizzazione dei materiali e il mantenimento delle relazioni. Il percorso resta aperto ad altri soggetti e, soprattutto, alla partecipazione di abitanti, lavoratori e commercianti che non fanno parte di reti organizzate.

Fare Assieme valorizza esperienze precedenti senza confonderle con la propria storia. Il Patto Civico Vivere Bene a Borgo San Pietro, sottoscritto nel gennaio 2025, riguarda un percorso specifico sviluppato a Moncalieri. Il Laboratorio è nato successivamente, con un perimetro più ampio centrato su Piazza Bengasi e sulle relazioni tra le due città. I due percorsi sono distinti, ma le conoscenze e i legami costruiti possono alimentarsi reciprocamente.

04 · Le direzioni

Un cantiere sociale accanto ai lavori

Tre ambiti

Spazio pubblico, benessere di comunità, mercato ed economia locale: direzioni di lavoro emerse dal confronto, non progetti già approvati.

Tavola grafica con idee per progetti collaborativi e attività in Piazza Bengasi
Rendicontazione visuale di Sara Serravalle

Una delle idee centrali del Laboratorio è affiancare alla riqualificazione fisica un cantiere sociale. Non un altro intervento edilizio, ma un insieme di attività, relazioni e prove che possa mantenere vivo il territorio durante i lavori e preparare il futuro uso degli spazi. Il confronto svolto finora ha individuato tre ambiti principali, da approfondire con chi ha responsabilità, competenze o esperienze dirette.

La piazza come spazio pubblico

La riqualificazione offre l’occasione di interrogarsi su accessibilità, qualità degli spazi e attività che possano svolgersi durante la giornata e nelle ore serali. Il rapporto tra il mercato e gli altri usi della piazza sarà decisivo per evitare che alcune parti restino inattive per lunghi periodi.

L’ex Dazio è una risorsa potenziale. Il Laboratorio ha avviato un approfondimento sulle possibili funzioni sociali, culturali o di servizio dell’edificio, anche attraverso il confronto con la Città di Torino. Sono ipotesi da verificare: condizioni dell’immobile, destinazioni previste e strumenti amministrativi non possono essere dati per risolti. Anche la storia della piazza può entrare nel percorso, attraverso iniziative culturali capaci di raccontarne trasformazioni, migrazioni, lavoro e commercio.

Benessere e relazioni di prossimità

Salute e benessere dipendono anche dalle condizioni ambientali e sociali in cui le persone vivono. Il progetto Piazza Bengasi e dintorni, promosso da ASL TO5 e ASL Città di Torino, offre un terreno di confronto su prevenzione, isolamento, accesso alle opportunità e reti di comunità. La scuola Re Umberto I e altri luoghi di prossimità potrebbero favorire attività educative, sociali e di promozione della salute.

Il Laboratorio ha inoltre avviato contatti con comunità religiose presenti nell’area, tra cui la Chiesa Evangelica Valdese, la comunità musulmana della Moschea Mohammed VI e alcune parrocchie cattoliche. Sono luoghi di aggregazione che raggiungono anche persone lontane dai consueti spazi associativi. Il dialogo riguarda la conoscenza reciproca, la convivenza, la solidarietà e possibili iniziative condivise, nel rispetto delle differenze.

Mercato ed economia locale

Il mercato di Piazza Bengasi è stato per decenni più di un luogo di vendita: uno spazio di relazioni quotidiane e di accesso a beni e servizi. Il suo ritorno riguarda quindi commercianti e ambulanti, ma anche l’intera comunità. Il Laboratorio intende approfondire il rapporto tra mercato, negozi di prossimità e attività che possano animare la piazza anche fuori dagli orari mercatali.

Le interlocuzioni con soggetti del mondo economico e con il PoliTo Food Design Lab aprono possibilità di ricerca e sperimentazione sui temi dell’alimentazione, delle eccedenze, della sostenibilità e della solidarietà. Nessuna soluzione è già scelta: l’interesse è costruire prove circoscritte insieme a operatori, organizzazioni e abitanti, valutandone utilità e condizioni di realizzazione.

Alcune questioni attraversano tutti e tre gli ambiti: coinvolgere chi partecipa meno, costruire relazioni interculturali, rendere gli spazi più vivibili e affrontare la sicurezza anche attraverso la presenza delle persone e delle attività. La sostenibilità delle iniziative richiede inoltre responsabilità chiare, risorse adeguate e la possibilità di imparare dagli errori.

Le collaborazioni e le ipotesi citate non equivalgono a impegni operativi già assunti da tutti i soggetti coinvolti. Il Laboratorio lavora per trasformare le interlocuzioni in sperimentazioni definite, verificabili e condivise nelle rispettive responsabilità.

05 · La prospettiva

Dalle relazioni alle prove concrete

Il criterio

Poche iniziative circoscritte, da costruire con i soggetti interessati, documentare e valutare prima di immaginare un programma più ampio.

Tavola grafica sui servizi pubblici collaborativi e le reti di comunità
Rendicontazione visuale di Sara Serravalle

Il lavoro avviato ha creato occasioni di incontro tra soggetti che non sempre dialogavano e ha fatto emergere alcune direzioni condivise. La sfida è ora trasformare questo patrimonio di conoscenze e disponibilità in collaborazioni continuative. Non significa avviare contemporaneamente molti progetti, ma scegliere alcune iniziative abbastanza precise da poter essere realizzate e valutate.

La dimensione intercomunale rende questo passaggio più impegnativo. Mobilità, commercio, salute e qualità dello spazio pubblico attraversano il confine tra Torino e Moncalieri, mentre strumenti e competenze istituzionali sono distinti. Il Laboratorio può facilitare le relazioni e rendere riconoscibili le opportunità di collaborazione, senza sostituirsi alle decisioni delle amministrazioni.

Tra gli strumenti da approfondire vi sono i Patti di collaborazione e altre forme di accordo tra istituzioni e realtà civiche. Non è detto che tutte le iniziative debbano confluire in un unico dispositivo: programmi pubblici, progetti finanziati, accordi tra organizzazioni e attività promosse autonomamente dagli abitanti possono convivere, purché siano chiari obiettivi e responsabilità. Per Piazza Bengasi questa è una direzione di ricerca, non una soluzione già definita.

Il Laboratorio dovrà evolvere anche nel modo in cui coinvolge le persone. La Cabina di regia offre continuità, ma da sola non basta. Occorre aprire spazi accessibili a chi vive o frequenta la piazza e non partecipa alle reti associative. Raccontare pubblicamente ciò che si fa, rendere disponibili i materiali e discutere difficoltà e risultati sono parti del metodo, non attività da rimandare alla fine.

Fare Assieme vuole essere anche un luogo di apprendimento. Le iniziative che nasceranno potranno mostrare che cosa aiuta o ostacola la collaborazione tra cittadini, organizzazioni e istituzioni. Il confronto con università, servizi pubblici e altre esperienze di innovazione sociale potrà sostenere la documentazione e la valutazione, senza trasferire automaticamente modelli elaborati altrove.

Una piazza più viva e accessibile è un obiettivo concreto. Altrettanto importante è costruire una comunità più capace di riconoscere le proprie risorse e partecipare alle scelte sul proprio futuro.

Che cosa possiamo fare assieme?

Il Laboratorio è aperto a chi conosce Piazza Bengasi, vi abita, lavora, studia o desidera contribuire al suo futuro. Possono essere utili una domanda, un’esperienza, una competenza, una proposta o un’obiezione. Il primo passo è mettere a fuoco un problema concreto e capire con chi affrontarlo.

Fare assieme richiede tempo, ascolto e la disponibilità a lavorare anche tra posizioni diverse. È così che la trasformazione della piazza può diventare un’occasione per costruire nuove capacità collettive.

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